Bozza Relazione giugno 2009

Relazione sintetica sullo stato di avanzamento delle attività

Luglio 2009

Progetto: Formazione Istituzionale, Ricerca e Documentazione per lo Sviluppo Agroforestale Sostenibile delle Comunità Mapuche del Chile

 

SOGGETTO PROPONENTE: Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano”

PARTNER: Centro Interdipartimentale Studi sull’America Indigena Università di Siena (CISAI); Autorità Tradizionali delle comunità coinvolte

DURATA: 24 mesi (necessarie almeno 2 estati australi[1])

INIZIO ATTIVITA’: Novembre 2007

AREA: Conaripe, comune di Panguipulli, Regione XIV de los Rios, circa 100 Km. A Sud di Temuco, Chile

Obiettivo generale del progetto

Aumentare la capacità delle comunità mapuche nella gestione ambientale partecipata e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che culturale, per arrivare alla formulazione dei piani di gestione locale e alla stipula degli accordi con CONAF.


Per promuovere una gestione armonica delle risorse del territorio attraverso la partecipazione attiva delle comunità rurali dell’area del Comune de Panguipulli (Sector de Coñaripe, XV Región de los Rios, Chile) ai processi di valorizzazione dell’economia rurale, del patrimonio ambientale e culturale ed alla predisposizione di uno sfruttamento eco-sostenibile delle risorse agro-forestali dell’area e alla offerta turistica, è essenziale fornire gli strumenti affinché queste comunità possano partecipare al processo. La presenza di accordi per la gestione del territorio stipulati con CONAF, rendono ancora più urgente la formazione di tecnici e professionisti per avviare le fasi previste negli accordi

Obiettivi specifici del progetto

  1. Realizzare un corso di formazione per consolidare e rafforzare le capacità delle comunità nella gestione delle risorse agroforestali e culturali dell’area del lago Calafquen e del Parco Nazionale di Villarrica.
  2. Realizzare un censimento delle risorse agroforestali disponibili nell’area.
  3. Creare un Centro di Documentazione (banca dei saperi) dove raccogliere, integrare e rendere disponibili i saperi sugli usi tradizionale, sulla gestione e sfruttamento delle risorse agro-forestali e culturali dell’area, oltre a tutte le informazioni necessarie ad una moderna gestione del territorio.
  4. Proseguire ed ampliare le ricerche scientifiche effettuate sino ad ora dal CISAI nell’area congiuntamente con personale del CTT a supporto dei piani di sviluppo ed alla formazione. Organizzare e sistematizzare i dati raccolti nelle precedenti ricerche sul campo e delle pubblicazioni realizzate o in via di realizzazione per inserirle nel Centro di Documentazione
  5. Elaborare una strategia di sfruttamento delle risorse agroforestali e di sviluppo locale da un punto di vista indigeno, fondata sul recupero dei saperi tradizionali, ed avviare lo sfruttamento sostenibile delle risorse agroforestali presenti nell’area.
  6. Formare un equipe per la produzione di materiali didattico informativi, documenti audiovisivi e notiziari, la digitalizzazione dei documenti e la gestione del centro di documentazione.
  7. Rendere pienamente operativa la convenzione stipulata con CONAF per la gestione delle aree tradizionalmente appartenenti alle comunità mapuche inserite nell’area del parco.
  8. Il recupero queste pratiche consentirà di offrire al mercato una produzione aggiornata con maggiore prospettiva commerciale

Premessa

In questa occasione presentiamo un aggiornamento delle attività e dei risultati relativi al periodo Novembre 2008 e giugno 2009.

Nel 2008, durante il XXX convegno Internazionale di americanistica abbiamo presentato il progetto e lo stato di avanzamento sino a marzo 2008. Il testo dell’intervento è pubblicato negli atti del XXX Convegno di Americanistica[2], a cui rimandiamo per informazioni relative al periodo novembre 2007 – maggio 2008.

Nel 2009, nel corso del XXXI convegno Internazionale di Americanistica è stato presentato lo stato di avanzamento aggiornato a Maggio 2009

Nel testo che segue, se non diversamente specificato, con il termine progetto intendiamo riferirci al progetto Formazione Istituzionale, Ricerca e Documentazione per lo Sviluppo Agroforestale Sostenibile delle Comunità Mapuche dell’Area Coñaripe, Cile.

Contesto

Nell’area protetta del Parco Nazionale di Villarrica sono state incluse molte delle aree in cui le comunità Mapuche svolgevano molte attività tradizionali e fonte di approvvigionamenti di risorse naturali. Tra le principali attività e risorse citiamo: il pascolo estivo (Veranadas), la raccolta dei Piñones (i frutti dell’araucaria), la raccolta di piante medicinali e frutti silvestri, le sorgenti dell’acqua che utilizzano gli abitanti delle comunità. Tra i beni immateriali inclusi nell’area del parco sono compresi siti cerimoniali, percorsi,  sedi di eventi di importanti delle storie familiari e dei vari lignaggi.

L’aspetto forse più rilevante è che, oltre ad essere esclusi dal libero accesso a queste aree, le popolazioni locali rischiano di essere completamente escluse dalle decisioni legate allo sfruttamento turistico e commerciale di queste aree, già in atto da tempo.

La situazione attuale conferma che l’intervento del progetto “Formazione Istituzionale, Ricerca e Documentazione per lo Sviluppo Agroforestale Sostenibile delle Comunità Mapuche dell’Area Coñaripe, Cile” era urgente e necessaria.

Stato di avanzamento delle attività

Negoziazioni

Tra i principali risultati ottenuti tra la fine del 2008 e la metà del 2009 possiamo annoverare la sospensione dell’Iscrizione del Parco di Villarrica al catasto nazionale in attesa di definizione dei confini e della verifica di eventuali sovrapposizioni tra titoli di proprietà, diritti ancestrali di uso del territorio e aree del parco. Il risultato è stato ottenuto anche per il diretto interessamento della presidente Michelle Bachelet.

Occorre sottolineare che il ruolo di questo progetto è stato essenziale per indirizzare il processo di opposizione alla registrazione verso modalità legali di opposizione, evitando che potessero sorgere conflitti nell’area. Alla notizia della proposta di registrazione del parco al catasto nazionale (Bienes Raices) le comunità coinvolte nel progetto si sono alleate con altre comunità vicine e avviato una azione legale e di pressione sui mezzi di comunicazione con l’appoggio del Observatorio Ciudadano de Temuco (vedi sezione: “Costituzione di una rete di organizzazioni”)

L’importanza del risultato sta nelle modalità con cui esso è stato ottenuto utilizzando metodi completamente pacifici quali ricorsi legali nelle sedi competenti, invio di lettere e richieste di interessamento ai rappresentanti di governo, mobilitazione dell’opinione pubblica. Questo grazie alla rete di relazioni costituita, alla documentazione raccolte e alle cartografie georeferenziate realizzate con i fondi del progetto, che hanno consentito alle autorità tradizionali di sedersi ad un tavolo di concertazione con documentazioni approfondite e tecnologicamente avanzate.

Gli accordi presi il 12 dicembre 2008 prevedono di realizzare una nuova georeferenziazione dei confini, da compiere in modo congiunto tra tecnici incaricati dalle comunità e esperti del governo, e avviare un tavolo di negoziazione sulle assegnazioni di questi territori.

Costituzione di una rete di organizzazioni

E’ interessante rilevare come molte organizzazioni locali e internazionali si siano coalizzate attorno alla problematica che stavamo affrontando con il progetto. Questo evidenzia come le tematiche affrontante destino un grande interesse sia a livello locale che a livello internazionale.

Il Cile è tra gli ultimi paesi dell’America Latina ad aver ratificato la Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni e la Convenzione 169 della Organizzazione Internazionale del Lavoro. Questi due documenti, ratificati settembre 2008 dal parlamento Cileno con alcune riserve, entreranno in vigore nel settembre 2009. La legislazione cilena sulle terre indigene ha un forte orientamento verso la proprietà privata. Esiste il riconoscimento dello statuto speciale di ‘terre indigene’ ma l’unico vincolo posto è che la proprietà può essere trasferita solamente tra indigeni. Ovviamente lo status  di ‘indigeno’ non è molto difficile, è sufficiente essere discendente o aver contratto matrimonio con un indigeno/a. In assenza di una legislazione sulla proprietà collettiva, le terre sono sempre di proprietà di una persona fisica o una persona giuridica, e quindi sempre soggette a essere cedute, vendute o divise. Questa situazione genera una forte tendenza alla frammentazione delle proprietà o accaparramento, sia tra gli stessi indigeni che da parte di terzi.  In verità le forze che portano verso la unione sono veramente limitate, e al di fuori di alcuni casi, che a volte dietro l’ideologia dell’unione possono anche nascondere interessi economici o politici, la disgregazione delle comunità è un dato di fatto. La recente proposta delle ‘quote indigene’ nelle organizzazioni dello stato (parlamento, governo regionale, comuni) sta creando ulteriori frammentazioni e conflitti interni.

In questo quadro risulta vitale l’appoggio alle autorità tradizionali e alla formazione dei werken perché possano, attraverso gli strumenti forniti dalle convenzioni internazionali – la Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni, il Convegno 169 della Organizzazione Mondiale del Lavoro e la Convenzione sulla Biodiversità – sviluppare strategie unitarie e forme di pressione legale verso una reale applicazione.

In accordo con le autorità tradizionali e le altre organizzazioni coinvolte, stiamo appoggiando attività volte consolidare le relazioni con le altre comunità limitrofe al Parco di Villarrica. In particolare con l’area di Currarehue.

Rete tra Istituzioni

L’esecuzione del progetto ha permesso di stringere legami tra varie organizzazioni che operano nell’ambito della gestione di aree protette, in particolare con:

Cesagen Università di Lancastes (UK) che sino a novembre 2008 realizzava nell’area il progetto Community Resource Management Planning in the Maichin River Valley[3], con obiettivi molto simili al nostro. Sin dal febbraio 2008 abbiamo realizzato varie riunioni, di persona e in videoconferenza, con il direttore Paul Oldham e il coordinatore Oscar Forero, per mettere le due aree in contatto e realizzare scambi di personale e formazione.

Observatorio Ciaudadano[4] dall’agosto 2008 ha deciso di includere le comunità che partecipano al nostro progetto in nel programma denominato Desarrollo de estrategias de autonomía y control ciudadano para la gestión descentralizada de áreas silvestres protegidas del Estado en la Región de La Araucanía de Chile y la Provincia de Neuquén de Argentina, che viene realizzato congiuntamente da Chile e Argentina.

Assieme all’Observatorio vengono realizzate numerose attività di formazione sui diritti di cittadinanza, raccolta di testimonianze storiche, metodologie partecipative e gestione del territorio.

Contributi delle istituzioni, apporti e cofinanziamenti

Oltre ad un importante scambio di conoscenze e competenze, la creazione di una rete di istituzioni ha portato anche vantaggi nella esecuzione delle attività attraverso apporti reciproci dal punto di vista logistico e finanziario.

Il CESAGEN dell’Università di Lancaster (UK) ha messo a disposizione circa 2.500 € per realizzare attività congiunte tra l’area della Valle del Maichin, situata a nord est del vulcano Villarrica, e l’area di Coñaripe, situata a sud dello stesso vulcano. Questo ci ha permesso di integrare i compensi degli incaricati del gruppo di georeferenziazione, comunicazione sociale e coordinamento, in modo che potessero affrontare l’aumento di attività legate alla integrazione tra territori distanti.

L’Observatorio Ciudadano ha realizzato importanti e concreti interventi di consulenza giuridica e all’appoggio nella georeferenziazione, numerosi seminari di formazione e informazione oltre a svolgere un importantissimo ruolo di costante consulenza e appoggio metodologico sia la personale tecnico del nostro progetto che alle comunità.

In particolare l’Observatorio ha messo a disposizione delle comunità:

1.      esperti legali per appoggiare nel carteggio con CONAF e con i rappresentanti del governo e nel reperimento delle fonti legali.

  1. Realizzato seminari di formazione sui diritti dei cittadini e per preparare i dirigenti delle comunità ad affrontare la negoziazione con le autorità del governo cileno.
  2. Un gruppo di tre persone dotate di GPS in appoggio nella georeferenziazione considerato che tra il 14 novembre e il 14 dicembre, data in cui ha avuto luogo il primo tavolo di concertazione con le autorità, avremmo dovuto compiere tutto il lavoro previsto sino a maggio 2009.

Accordi tra comunità e ampliamento delle aree di attività

Il 13 Marzo 2009 è stato realizzato un Trawun (incontro tradizionale tra autorità Mapuche per discutere su tematiche politiche) tra le  comunità dell’area Coñaripe incluse nel progetto e alcune comunità dell’area della valle del fiume Maichin (Currarehue)[5] Trai  vari temi affrontati in questo incontro è stata sancita la collaborazione tra i Lonko[6] delle comunità di Coñaripe[7] e alcune delle comunità della valle del fiume Maichin[8]. L’accordo è da considerarsi di importanza storica, considerata la tradizionale frammentazione politica delle comunità Mapuche e getta le basi per sviluppare strategie unitarie tra comunità a sud e a nord del parco nazionale Villarrica volte alla gestione sostenibile delle aree protette. L’incontro è stato finanziato in gran parte con fondi dell’Università di Lancaster.

Georeferenziazione

Nei mesi novembre 2008 – Febbraio 2009 le attività di Georeferenziazione si sono concentrate sul rilievo dei dati necessari alla negoziazione con CONAF (l’ente Forestale dello Stato) e i referenti del governo cileno per la definizione dei confini del parco e degli usi tradizionali del territorio. Per la realizzazione delle carte topografiche digitali e dei Sistemi Informativi Territoriali è stato utilizzato il software Arc-Gis

Attività realizzate

  • Georeferenziazione dei confini delle tre comunità, delimitazione delle aree si proprietà attuali, confini dei Titulos de Merced, aree di uso tradizionale, limiti del parco e analisi delle aree di sovrapposizione.
  • Geroreferenziazione siti culturalmente significativi per le comunità, con indicazione dei toponimi.
  • Geroreferenziazione delle tipologie di vegetazione, delle sorgenti e delle risorse idriche.

Utilizzando tecniche avanzate di analisi ed elaborazione di immagini satellitari sono state realizzate le seguenti carte topografiche

·      Confini: titoli di  propietà, aree assegnate alle comunità con i titoli di Merced, aree uso tradizionale, limiti del parco, sovrapposizioni di titoli

  • Caratteristiche morfologiche del territorio
  • Classificazione di specie vegetali e caratteristiche di uso del territorio
  • In via di realizzazione la mappa di Etnoclassificazione del territorio con categorie e uso delle aree dal il punto di vista Mapuche

Tutta la cartografia realizzata e in via di realizzazione costituirà la base per le negoziazioni e per la gestione sostenibile del territorio

Area Comunicazione Sociale – gruppo Comunicaciòn Social Newenpillan Comunicaciones

Il processo di formazione in itinere del gruppo di comunicazione sociale è praticamente terminato. Il gruppo da tempo si è integrato a tutte le attività del progetto, documentando con registrazioni video tutte le attività e realizzando raccolta di interviste e fonti orali.

Registrazioni realizzate:

  1. Documentazione delle attività del progetto e delle comunità.
  1. Conservazione del patrimonio culturale, con la raccolta di fonti orali sulla storia, la cultura e la tradizione.
  2. Documentazione di eventi rilevanti (cerimonie, riunioni ecc.)

Sino ad oggi sono state realizzate circa 60 ore di registrazione video. E’ in corso la schedatura del materiale per la classificazione secondo il sistema a tre livelli: rosso riservato, giallo accesso limitato, verde libera diffusione. E’ in fase di stipula un protocollo sui diritti, l’uso e la proprietà intellettuale sui materiali registrati.

E’ iniziata la fase di post-produzione di 3 brevi documentari: 1. Wetripantu, 2. Parco naturale Villarricca: territorio  identità Mapuche,  3.Risorse naturali e sicurezza alimentare e di un  documentario di 45’ sui Saperi tradizionali acquisiti durante il lavoro del progetto.

Il gruppo si è costituito sotto il nome Newenpillan Comunicaciones e sta cercando attivamente, sotto la Guida di Gerardo Berrocal, risorse per sostenere le proprie attività. In particolare sono stati presi contatti con Radio Wallon di Licanray, la prima radio in lingua Mapudungun nata nel Maggio 2004 e con altri progetti che intendono avvalersi della loro collaborazione.

Tra i risultati più rilevanti possiamo citare l’invito all’evento El universo audiovisul de los pueblos indigenas tenutosi a Santiago dal 20 al 31 ottobre, dove quattro rappresentati del gruppo hanno partecipato ai seminari e ai laboratori.  Il viaggio e la permanenza a Santiago è stato finanziato dalla Coordinadora Latinoamericana de Cine y Comunicación de los Pueblos Indígenas (CLACPI,  www.clacpi.org) e dal Centro Culturale Spagnolo.

I componenti del Newenpillan Comunicaciones hanno partecipato anche a un seminario di formazione per dirigenti Indigeni Mapuche organizzato dal Axios Capacitaciòn e l’associazione Leftraru. Trasporti e alloggio sono stati finanziati dalle organizzazioni promotrici.

Ricerca

Le attività di ricerca si sono concentrate sulla raccolta di termini legati ai nomi delle piante e alle classificazioni delle aree di vegetazione secondo la terminologia Mapuche. La ricerca etno-linguistica, tesa a individuare il lessico etno-botanico con cui i Mapuche definiscono l’ambiente naturale in cui vivono, viene realizzata con una raccolta di dati sul campo effettuata con informatori privilegiati. Il fine consiste nella compilazione un glossario costituito da un elenco di termini con cui vengono definite le specie vegetali in lingua Mapudungun (l’idioma indigeno). La ricerca si inserisce all’interno di un più ampio studio condotto dal Professor Luciano Giannelli, responsabile scientifico della ricerca, relativo alle popolazioni Mapuche dell’argentina e del cile.

Nel periodo febbraio – aprile 2009 due ricercatori del CISAI si sono recati nell’area per realizzare la ricerca sul campo, realizzando varie escursioni di lunga durata.

La metodologia di ricerca utilizzata è stata quella di evidenziare le “emergenze” linguistiche ovvero lasciare totale libertà all’informatore di segnalare i nomi delle specie vegetali che conosce, senza incalzarlo con domande specifiche. Ciò permetterà di comprendere anche l’importanza all’interno della società Mapuche di alcune specie specifiche.

Alla metodologia di ricerca tradizionale sono state affiancate varie tecnologie digitali, quali fotografia, registrazione video, registrazione audio, uso del GPS per tracciare i percorsi e georeferenziare le occorrenze. L’uso di questi strumenti e l’integrazione delle fonti di dati permette di rafforzare l’aderenza con il dato etnografico nelle due fasi principali del lavoro: la rilevazione sul campo e l’analisi.

Le attività programmate con il direttore scientifico possono essere considerate praticamene concluse:

  • Ricerca sul campo: 2 ricercatori per 50 giorni.
  • Analisi del materiale raccolto, trascrizione registrazioni, compilazioni schede inventario, realizzazione di un data base di collegamento tra i dati raccolti.
  • Redazione dei rapporti di ricerca sul campo (in via di conclusione, termine previsto luglio 2009).
  • Consegna copia delle registrazioni al Centro di Documentazione di Traitraiko e ai Lonko delle comunità coinvolte nella ricerca

In una successiva fase a cura dei ricercatori del CISAI i dati raccolti verranno confrontati con i dati delle precedenti ricerche al fine di realizzare una pubblicazione. Termine previsto inizio lavori: settembre 2009 – Termine previsto per pubblicazione gennaio-marzo 2010

Situazione locale e criticità

  • La diffidenza iniziale verso i progetti, visti come attività che impongono azioni senza possibilità di concertazione da parte dei beneficiari è stata superata grazie ad un lungo lavoro di dialogo da parte del personale locale e del coordinatore Italiano che si è recato nell’area più volte. Al momento abbiamo ottenuto la fiducia da parte delle autorità tradizionali e di parte della popolazione.
  • Uno dei punti più complessi che ci troviamo ad affrontare è far capire che il tipo di progetto che stiamo realizzando non distribuisce direttamente denaro o beni materiali, ma realizza documentazione, azioni di formazione e supporto volte a rafforzare o generare una base documentale oltre che competenze ed esperienze per uno sviluppo sostenibile del territorio. L’associazione dei concetti progetto/distribuzione di denaro o benefici materiali è evidentemente legata a una esperienza continuata di pratiche assistenziali da parte di enti e organizzazioni che operano nell’area. Questa rappresentazione, abbinata a una economia di sussistenza e alla cronica mancanza di denaro liquido rende difficile la partecipazione costante di rappresentanti delle comunità.
  • Altra categoria di problematiche riscontrate è la difficoltà nel gestire un progetto direttamente con le comunità senza utilizzare organizzazioni non governative intermediarie per la parte burocratico amministrativa. Da un lato la relazione diretta con le autorità tradizionali ha permesso canalizzare la gran parte delle risorse finanziarie per attività concrete, ottenere fiducia e instaurare un reale concertazione. Però, come previsto, ci siamo incontrati con difficoltà nella comunicazione burocratico amministrativa (rendicontazione delle spese, redazione di relazioni ecc.) aggravata dalla complessità della rendicontazione analitica richiesta dall’amministrazione di questo progetto. Sono inoltre scarse sul territorio le competenze di programmazione e previsione delle conseguenze applicate ad azioni astratte come quelle richieste da un progetto. Dobbiamo ringraziare l’impegno personale di Gerardo Berrocal, il coordinatore delle attività di comunicazione sociale, che si è speso ben oltre i propri compiti per risolvere i problemi. In ogni caso valutiamo positivamente l’esperienza realizzata, che ha consentito di valorizzare risorse umane locali e ottenere come valore aggiunto la formazione di competenze ed esperienze nella gestione di progetti.
  • Una criticità emersa sin dai primi mesi di attività, indipendente dall’esecuzione del progetto, è legata a un processo di disgregazione e frammentazione delle organizzazioni Mapuche intra e inter-comunitarie, sia tradizionali che moderne, in atto nell’area[9]. Uno degli effeti è costituito da una progressiva deriva di alcuni dirigenti e autorità tradizionali verso interessi personali o familiari. Senza studi approfonditi è difficile formulare ipotesi sulle cause di questa tendenza, possiamo però evidenziare tra le varie cause e forze, l’assenza di una legislazione sulla proprietà collettiva. L’alienabilità dei terreni comunitari non ostacola gli interessi di privati o di singole famiglie, anche appartenenti alle comunità, verso l’acquisizione di titoli di proprietà su aree comuni.
  • E’ però importante evidenziare che a seguito della attività svolte nel territorio, stanno emergendo leader intenzionati a gestire in modo partecipativo e collettivo i processi di sviluppo. Si sono evidenziati interessanti processi di aggregazione e nascita di reti tra diversi attori e organizzazioni presenti nelle comunità tradizionali. E’ di vitale importanza appoggiare  e sostenere questi attori e processi per favorirne il consolidamento.

Conclusioni

Nonostante tutte le problematiche interne tra le comunità, di amministrazione e di coordinamento, possiamo dire che il lavoro sta entrando in una fase molto attiva e di consolidamento.  Il moltiplicarsi dell’interesse per le attività, l’ampliamento della rete delle organizzazioni non governative e di istituzioni tradizionali che intendono partecipare, il sorgere di idee e richieste indicatore dell’importanza delle tematiche affrontante nel nostro progetto e come esse si integrino in una più ampia strategia condivisa a livello nazionale e internazionale.

Link:

Sito Centro Interdipartimentale di Studi sull’America Indigena dell’università di Siena (CISAI )  www.unisi.it/cisai

Sito informale sul progetto:  https://sites.google.com/a/unisi.it/mapuche/

Sito Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano”    www.amerindiano.org

Primo rapporto stato avanzamento e descrizione progetto: Malfatti F. 2009,  Formazione istituzionale, ricerca e documentazione per lo sviluppo agroforestale sostenibile delle comunità mapuche dell’area di Coñaripe, Cile,

https://staging.antropologica.it/wp-content/uploads/2026/06/malfatti_f_progetto_mapuche_chile-f07.pdf

https://sites.google.com/a/unisi.it/mapuche/Home/schedario/malfatti_f_progetto_mapuche_chile.pdf


[1] Data la latitudine sud dell’area interessata dal progetto, le attività durante il periodo maggio-settembre sono molto ridotte a causa delle piogge e del freddo che rendono difficili gli spostamenti.

[2] Malfatti F. 2009,  Formazione istituzionale, ricerca e documentazione per lo sviluppo agroforestale sostenibile delle comunità mapuche dell’area di Coñaripe, Cile, pp. 49 – 59, Quaderni di Thule VIII, Atti del XXX Convegno Internazionale di Americanistica, Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano”, Perugia. Link auto archiviazione:  https://staging.antropologica.it/wp-content/uploads/2026/06/malfatti_f_progetto_mapuche_chile-f07.pdf

 

[3] Per maggiori informazioni: http://darwin.defra.gov.uk/project/15028/

[4] Sito web: http://www.observatorio.cl

[5] Currarehue è situata a est nord est del vulcano Villarrica, all’imbocco della valle del fiume Maichin. Dista circa 100 km da Coñaripe ed è la principale cittadina dell’area. Reigolil dove si è tenuto l’incontro è situato nel cuore della vallata del fiume Maichin e si raggiunge percorrendo altri 40 km di strada sterrata.

[6] Tra i Mapuche il Lonko è l’autorità politica tradizionale.

[7] Alfredo Pichumilla, Genaro Caripan e Rogelio Caupan

[8] Comunità Manuel Quintunahuel, Francisco Carinao, Florentino Quintunahuel y Juan Colpihueque

[9] Alcuni fanno coincidere l’inizio del processo di divisione alla decadenza dell’organizzazione Consejo de Todas las Tierras, attribuita alla morte di uno dei Lonko fondatori e capo carismatico José Luis Huilcamán, avvenuta nel settembre 2005.